Bruno - Chitarra 

Personaggio dal profilo indecifrabile, comincia la sua avventura musicale quando cade in estasi alla vista della chitarra rossa e a forma di freccia imbracciata dal mitico Johnny dei Rockes (chi se li ricorda? ... stiamo parlando degli anni '60); il bambinello se ne costruisce una identica in FAESITE colorata a tempra suonando canzoni immaginarie imitando i suoi idoli. Poi un giorno capisce che una chitarra deve pure emettere dei suoni ... così ne acquista una vera e via via a tentare di capirne qualcosa. Totalmente autodidatta (divora metodi tipo "la chitarra in 12 lezioni" o "La chitarra in tuo potere" ecc... ) diventa in una settimana un juke-box umano osannato ai "festini" dove, ubriachissimo, sciorina un repertorio impressionante di rauche canzoncine strappamutande e dove finisce regolarmente imboscato con qualche biondina (si sa ... il binomio chitarra - gnocca ... era matematico ... ). Ma ben presto si accorge che la vita da rockstar è troppo logorante per uno sfacciatamente pigro come lui e così, passata la travagliata adolescenza, comincia a cimentarsi con qualche bravo musicista che lo introduce al VERBO. Memorabile una sua "Brand new cadillac", versione Clash, con un certo Gianni Bertoncini alla batteria (è probabile che a Gianni non faccia piacere che si sappia troppo in giro!!) in una delle sue primissime esibizioni. Da li è tutto un frenetico "fai e disfa" di progetti e bands con le quali suona tanto di tutto e tanto di niente, le parole di tanta gente (?) I nomi: AD HOC, STAGE, IMAGIC (con Tony Moretti al basso), e CLACKSON di cui è membro fondatore e con i quali gira in lungo e in largo per due lustri come cantante e chitarrista ritmico (gli assoli non sono mai stati il suo forte ma non è detto che un giorno ... ) Poi si sa, la vita ti porta un po' dove vuole, incontri la donna fatale, metti su casa, i figli, le responsabilità, le cavallette ecc.. e così ti siedi un po a meditare (e già!). Ma il sacro fuoco non si spegne mai e il nostro uomo continua a nutrirsi più di settime aumentate che di bistecche, si innamora di jazz e swing (frequenta per un periodo la "Thelonious" con il maestro Michele Calgaro che gli insegna qualche trucchetto) finchè una notte di luna piena, davanti alla sua settima (birra) aumentata, in una vaporosa bolla di Burbon, gli appare Fred in persona che gli apre le porte del suo mondo. Il magico mondo di Fred ... e la storia continua ...

 
 Fred
  

Fred è Fred. Così, da sempre. Si dice che sia nato durante una burrascosa nottata, sotto il tavolo di un malfamato locale, durante un grandioso concerto Jazz. Fred è il jazz chiacchierone e ruffiano, il whisky ruvido, una ballade sguaiata strappamutande, una Bossa di cabernet profumata di prati assolati. Un ritmo relaxed groove. E’ il vento con l’andamento slow che fa tintinnare i bicchieri svuotati del prossimo locale. Duro si, ma sensibile alle bambole maggiorate. Si dice che l’auto sulla quale lo si vede sfrecciare non possa resistere al peso del suo piede e sia intossicata dal fumo delle sue sigarette.. Fred è l’odore di whisky che annuncia il suo arrivo due giorni in anticipo. Fred è l’Azzurro che ti porta via, via, via con me.

 
Emanuele - Pianoforte 

Inizia a suonare perchè doveva ancora imparare a bere. All'epoca aveva 12 anni e suo padre insisteva tanto con qualche bicchiere di whisky ma la madre gli permetteva solo qualche sigaro cubano dopo i pasti. I primi passi sui tasti bianconeri li ha mossi con il sigaro in bocca e lo sguardo segnato dal dolore della vita... poi si alzò dalla sedia del suo pianoforte e si accorse di essersi seduto sopra il sacco dei vetri rotti delle bottiglie di whisky che puntualmente il padre gli lanciava addosso per farlo smettere di suonare quel dannato strumento. Un bel giorno conobbe la musica e lo stile di Jerry Lee Lewis e se ne innamoro. Credendosi la reincarnazione del famoso Killer cominciò a dar fuoco ad ogni pianoforte che incontrava. Questo impeto piromane era sempre accompagnato dalle famose parole "Goodness Gracious Great Balls of Fire". Gianni De Toni e Piazzo, stanchi di vedersi pianoforti carbonizzati ogni volta che questo pazzo esaltato andava a provarli nei loro negozi, cercarono di fermarlo con ogni mezzo, ma fu un vano tentativo. Un giorno la madre, preoccupata per il poco consumo di alcol e di sigarette del figlio, lo sottopose alla visione della pellicola "Noi Duri" (film ad alto contenuto etilico). Fu un altro amore a prima vista. Da allora Sugar Bing smise di incendiare sistematicamente pianoforti e cominciò a riempirsi di whisky primo durante e dopo le esibizioni. Tutt'oggi è ancora possibile vederlo suonare colto da un amplesso continuo, senza che le dita sfiorino neppure i tasti. Infatti il suono del pianoforte che sentite è prodotto da nastri registrati dallo stesso Sugar Bing prima che perdesse completamente la concezione del reale.

Gianluca
Gianluca - Tromba 

Inizia a suonare in tenera età partecipando alla libera scuola di musica della banda paesana facendo esperienza attraverso feste popolari e sfilate degli alpini dove abbondano “pan biscotto” e vino (anche se fa finta di essere astemio). Dopo aver passato tutti i gruppi bandistici dei paesi confinanti per conoscere altri musicisti (soprattutto musiciste!) decide di iscriversi a lezioni private sotto l’ala del maestro e ora amico Forza Tranquillo.
In contemporanea, da sempre appassionato di armonica a bocca, si cimenta da autodidatta allo studio di questo strumento. Nei primi anni 90 entra a far parte dei Dr. Genius con i quali suona rithm’n’ Blues e funkyNella seconda metà degli anni 90 fonda la Seven Souls Band.
Dal 1995 fa parte della Scledum Jazz Band con la quale ha iniziato a suonare seriamente lo swing, anche all’estero (al festival Jazz in ungheria) ed in italia.
Nel 2000 fonda assieme a 7 amici il gruppo Sound Machine.
Nel 2004 entra a far parte del gruppo Fred & cocchi di mamma.
Pur “astemio” non disdegna “da buon dritto” un bicchierino di Whisky, all’occorrenza…

Tammy - Contrabbasso 

La sua carriera di provato musicista inizia sui banchi di scuola del liceo quando alla tenera età di 14 anni capisce subito che il basso elettrico è lo strumento che fa per lui, anche perché nel gruppo è l’unico posto vacante. Dopo aver preso lezioni private dal maestro Fabio Conte contribuisce alla nascita della musica ribelle e dal capello lungo dei Kamikaze, seguito a ruota dai Raks.
Nei primi anni 90 cambia rotta e si cimenta con il rithm’n’ Blues dei Dr. Genius.
Ma è nel 1995 che arriva il gruppo che lo porta alla notorietà del grande pubblico: i mitici Sdl, dal repertorio variopinto e dal genere musicale indecifrabile.
Nel 2002 compie il grande passo verso il contrabbasso studiando alla Thelonious Jazz School con il maestro Beppe Pilotto. Subito inizia a suonare la musica andino-veneta dei Losombre dove incontra Alessandro. Proprio da una loro chiacchierata davanti ad un bicchiere di whisky nasce alla fine del 2003 il progetto dello swing dei cocchi di mamma ed oggi per tutti voi lui è…. Mister Tammy Basso!

Miky - Batteria 

Inizia a suonare non più giovanissimo e, come spesso accade, il tutto avviene per caso: 3 amici trovano una vecchia batteria abbandonata in una soffitta, la sistemano, uno si mette a strimpellare un pezzo al pianoforte, l’altro intanto apre 3 birre e… comincia la storia.
Da lì in poi la passione diventa sempre più forte… cambiando gruppi e generi continuamente, suonando ovunque, alla ricerca di un proprio stile. Fin dall’inizio comincia a prendere lezioni private da un insegnante dell’Accademia di Musica Moderna e frequenta seminari di alcuni tra i più noti batteristi del panorama nazionale e internazionale come Dave Weckl, Peter Erskine, Dave Garibaldi, Franco Rossi, Christian Mayer… Poi si iscrive alla Thelonious School dove il maestro Gianni Bertoncini lo inizia al genere swing/jazz…
da lì in poi solo i fondi dei boccali di birra bevuti nei numerosi locali possono continuare a raccontare la storia…

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